Mi è sempre piaciuto leggere. Da bambina, fin dal tempo delle elementari, mia mamma veniva a spegnere la luce ancora accesa sul mio comodino a tarda ora, per costringermi ad interrompere la lettura. Lo faceva dolcemente, cercando di vincere le mie resistenze e io, prima di abbandonarmi al sonno, le raccontavo in breve dei personaggi, che avevo incontrato, di eroi, delle loro imprese, di animali parlanti, di mondi fantastici. Così indirettamente ho imparato a conoscere il mondo attorno a me, e ho arricchito il mio mondo interiore. Sono convinta che chi legge vive anche le vite altrui. Ancora oggi la lettura è un’attività che occupa parte del mio tempo libero. Il mio comodino in camera da letto straripa di volumi e di fogli di articoli di giornali, che metto da parte per poterli rileggere in tutta tranquillità. Sono una lettrice disordinata, non metodica, né razionale. Spesso la voglia di leggere un libro nasce da una suggestione emotiva, quasi mai da una pubblicità ricorrente. E quando curioso tra gli scaffali delle librerie o della biblioteca del mio paese mi lascio convincere dalle parole dell’incipit, da una recensione che mi attrae, da un particolare, e perché no, dal volto dell’autore o dell’autrice. Non è necessario dire di più : spero di poter leggere fino a tarda età, mi sarebbe molto difficile pensare la mia vita senza un libro come compagno di viaggio, e non riesco a capire quelli, come mio figlio, a cui non piace sentirsi vivo ed appagato con un libro in mano. Mi piacerebbe condividere con altri questa mia passione, attraverso lo scambio di idee, suggerimenti, proposte.
Un libro, che ho letto recentemente, da consigliare?: “Tre tazze di tè” di Greg Mortenson-Edizioni Rizzoli.E’ la storia vera di come una passione ti possa cambiare le vita. Greg Mortenson, uno scalatore americano, si perde sul K2 . Smarritosi sul ghiacciaio Baltoro, solo e ormai rassegnato alla rinuncia del sogno della sua vita, riesce a raggiungere lo sperduto villaggio di Korphe, nel cuore della montagna. Accolto con benevolenza, pur essendo uno straniero, quando lascia il villaggio promette di tornare per costruire una scuola, la prima che Korphe abbia mai avuto.E manterrà la promessa, affrontando difficoltà varie: la perdita della casa, il reperimento dei fondi necessari all’impresa,l’ostilità di quelli che nel suo sogno vedono solo una minaccia, le lunghe e faticose trasferte in Pakistan,la lotta alla corruzione dei magnati locali, la difficile e per noi occidentali spesso incomprensibile situazione politica del paese, l’incomprensione della lingua. Alla fine del libro, una storia vera , che si legge come un romanzo salgariano, Mortenson vince la sua battaglia, perseguita con caparbietà. Di scuole in Pankistan e in Afghanistan ne costruirà ben cinquantacinque.
Ciao. anch'io sono un'appassionata di lettura e ho letto qualcosa di simile su una spedizione in montagna e appena mi capiterà tra le mani il libro ti scriverò il titolo.
RispondiEliminaOra stò leggendo "Donne che corrono con i lupi" passatomi da un'amica...cosa te ne pare? Sempre che tu lo abia già letto!
sto leggendo "donne che amano troppo" passatomi da un'amica lo sto trovando molto interessante e mi sta dando molti spunti positivi che ne pensate ?
RispondiEliminasono contenta che tu sia qui
RispondiEliminaahi iuy
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